Stanca di Credere.

Elisa / 15 anni / dicembre / estate / mare / freddo / pioggia / libri / cioccolata calda / marshmellow / avventura / love story /

cassandrablogger

MERAVIGLIA.

(via scarlett-hummingbird)

Sublime

(via distruggiamociinsieme)

stupenda

(via disconessadalmondo)

Non smetterò mai di rebloggarlo, è meraviglioso.

(via thedevilinsidemyself)

Lacrime.

(via fakesmileever)

(via riverofmadness)

(via riverofmadness)

"Bene, ragazzi. Per il prossimo spettacolo avrò bisogno di un personaggio che muore, nello specifico avrò bisogno di un personaggio che muore di una morte lenta e dolorosa. Chi si propone?"

Tutti rimasero muti.

"Okay. Facciamo una cosa: raccontatemi della vostra morte. Perché, almeno una volta nella vita, tutti siamo morti."
Disse il vecchio insegnante di recitazione ai suoi giovani allievi.
“Cosa significa? Io sono ancora vivo, cioè, la mia anima risiede ancora in un corpo. Lo sento, lo vedo.”
Domandò un ragazzo, stranito.
“Ragazzo mio, parlavo di una morte peggiore. Parlavo della morte dei sentimenti, delle idee, delle ambizioni, dei sogni. Parlavo della morte interiore.”
Gli allievi tirarono un sospiro, tra confusione mista a curiosità.
“E mica una sola volta nella vita” intervenne una ragazza.
“Quanti anni hai?”
Chiese lui.
“Sedici, maestro. Ho sedici anni.”
“E tu vuoi farmi credere che in sedici anni sei morta più di una volta? Parlacene, se ti fa sentire meglio. Puoi anche mascherare le tue brutte esperienze, eh, in fondo siamo in una scuola di recitazione, poco importa che le cose siano vere: qui importa - essenzialmente -che sembrino vere.”
La giovane si guardò in giro, impaurita. Poi seguì il consiglio del suo mentore: divenne improvvisamente diffidente, fredda, assunse un’espressione annoiata, immobile.
Improvvisamente, la maschera della finzione che sembra vera si attaccò perfettamente al suo volto, senza lasciare spazi di pelle vuoti.
“Sono morta a sette anni, quando vidi mio padre dare uno schiaffo alla mia mamma. E insieme a me, morì anche la mia idea di famiglia. Poi sono morta a dodici anni, quando la mia migliore amica mi tradì. E insieme a me, morì anche la mia idea di amicizia. L’ultima morte è stata quella più brutale: perché è morta la mia idea di sogno. Il motivo non mi va di spiegarlo. Non qui, non adesso.”
Qualcuno, in quella sala, versò delle lacrime. Qualcun altro si schiarì la voce.
“Dì, vuoi raccontarci qualcosa anche tu, caro?”
“Sì, maestro. Io sono morto quando la mia ragazza mi disse che era lesbica. E insieme a me morì anche l’idea di scoparmela.”
Ci fu una risata generale, e un vaffanculo da parte di alcune ragazzine in lacrime.
“Io invece” disse un altro “sono morto il mese scorso, e solo da un paio di giorni sono rinato. Ho avuto fortissimi mal di testa, che duravano dalla mattina, appena sveglio, alla sera, quando appoggiavo la mia scatola cranica sul cuscino. Io durante quel mese non ho vissuto neanche per un secondo, credetemi. Non riuscivo più a concentrarmi, a studiare, a leggere un libro, ad allenarmi, a guardare la tv. Non riuscivo più a fare un cazzo. Ero diventato la sede più sicura del dolore, e non potevo pensare ad altro se non al mio malessere.”
Stavolta si videro scendere lacrime anche dagli occhi dei più cinici.
“Io sono morta quando quel presunto dio se la prese con mia nonna” enunciò un’altra.
“Lei non meritava di perdere i suoi ricordi più belli, non meritava di non ricordarsi più neanche il mio nome. E insieme a me, morì anche la mia fede, il mio credo, la mia speranza in un mondo giusto.” continuò.

Si dice che entro le successive 3 ore che seguono la morte fisica, l’organismo umano entri in contatto con il cosiddetto “rigor mortis”: un momento in cui tutti i muscoli del corpo si contraggono e si irrigidiscono, arrivando a pesare più del normale.
Ecco, chissà se il peso provocato dal “rigor mortis” mentale, sia sostenibile di più, o di meno.
“Perfetto, ragazzi. Ora ve lo voglio riproporre. Chi se la sente di interpretare il personaggio che muore fisicamente, di una morte lenta e dolorosa?”

Tutti alzarono la mano.

Dal libro “Le cronache di Narnia - Il leone, la strega e l’armadio” - C. S. Lewis (via solosilviapunto)

oppure da non piangerci più perché non ci sono più lacrime

(via fuocodanime)

Non c’è niente di peggio.

(via noichecistrucchiamopiangendo)

(via riverofmadness)

(via riverofmadness)

Ma chiunque abbia avuto un dolore così grande da piangerci fino a non avere più lacrime, sa bene che a un certo momento si arriva a una specie di tranquilla malinconia, una sorta di calma, quasi la certezza che non succederà più nulla.

(via lediciassetteequattrominuti)

(via theirhopeblog)

Il silenzio. Usatelo senza pietà. E’ l’arma più potente che avete, più crudele di qualsiasi parola.

(via dreaminfinityme)

Stai con chi ti fa star bene perchè la vita è troppo breve per stare con chi non ti merita

Ohgoodbyeperfection (via ohgoodbyeperfection)

Sono stanca, stanca di non essere mai considerata, di sentirmi sempre quella di troppo o quella fuori posto, di essere giudicata dagli altri quella strana, quella lunatica, quella sfigata, quella acida, quella che si piange addosso, quella che non sa controllarsi perché quando qualcuno mi guarda male lo mando affanculo, sono stanca, perché non ricordo quand’è stata l’ultima volta che ho riso di cuore, l’ultima volta che qualcuno mi abbia sorriso sinceramente, l’ultima volta che qualcuno mi abbia fatto una semplice domanda ma sincera, del tipo “come stai?”, l’ultima vita che qualcuno si sia preoccupato per me. Sono stanca, stanca di tutto. Voglio che qualcosa cambi. Voglio che gli altri cambino.

Cit (via ohgoodbyeperfection)

La vita è breve e bisogna viverla al meglio…
E perché io non ci riesco?

Cit. (Via ohgoodbyeperfection)

Perché? Non chiedo tanto, voglio solo sapere perché..

Cit. (via aluinonimporta)

É una citazione mia, grazie.

(via maniruvide)

avevi promesso

(via giumblr-giuliapiazza)

(via ioeituoiocchiimmersinelmare)

E noi,
Ti prego,
Non perdiamoci.

Marilyn Monroe (via missinyouiskillingme)

(Source: the-horrific-reality, via njaller)

She’s the type of girl that can be so hurt but can still look at you and smile

Charles Bukoswki. (via inostriocchichiedonoamore)

(via psychoaliens)

Una delle migliori sensazioni al mondo è quando abbracci qualcuno e lui ricambia stringendoti più forte.
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